Indovina, indovinello..

scritto da dottorTroy il martedì, 19 maggio 2009,15:28

sapete qual'è la differenza tra Obama, Sarkò e Silvietto?

In premio un tritabanane a pedai per il primo che risponderà.
categoria: satira, scemenze
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scritto da dottorTroy il mercoledì, 06 agosto 2008,17:58
Mi sono appena svegliato da una breve siesta pomeridiana.
Ormai il tempo non ha piu' alcun senso.
Tranquilli, non intendo tediarvi con la descrizione minuziosa delle miae giornate bulgare.
Passiamo subito alle cose importanti:
1. Non dire mai a una donna con gli occhiali da sole a specchio che ha dei bei occchi;
2. In Bulgaria gin lemon vuol dire una caraffa piena di gin con una scorza di limone;
3. Le ragazze svedesi sono molto piu' socievoli dopo aver bevuto un goccino di vodka;
4. Alle 7 del mattino, dopo aver ballato tutta la notte, non e' il caso di mettersi a correre con i riscio' vicino una piscina;
5. Italians do it better, e non l'ho detto io....

Bella guys, see you soon!!
categoria: viaggi, cazzate, scemenze, riflessione
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scritto da dottorTroy il martedì, 05 agosto 2008,11:40

Carissimi,

vi aggiorno dalle assolate coste del nero, dove ho deciso di riposare le mie stanche membra.

Avete mai pensato che esiste un posto al mondo dove un litro di birra costa meno di un litro di benzina?

Dove la donna piu' brutta e' una figa spaziale?

Dove la percentuale di svedesi e ucraine e' del 70% della popolazione?

Dove se sei italiano ti saltano addosso con la rincorsa?

Dove quattro italiani creano lo scompiglio al punto che in un pub gli offrono da bere gratis?

Dove alle sei di mattina c'e' piu' gente in giro che alle tre del pomeriggio?

Ecco se vi siete posti queste domande e non ancora trovato una risposta, dovete venire in Bulgaria. 

categoria: viaggi, cazzate, satira, scemenze
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scritto da dottorTroy il mercoledì, 25 giugno 2008,19:59
DT: Ho riflettuto a lungo sul tuo discorso circa la prostituzione e in fondo lo trovo abbastanza condivisibile... Amico: Sei un ragazzo intelligente DT: L'unica cosa che mi chiedevo, a parte le pippe mentali circa le implicazioni morali che la faccenda comporta, ma non ti imbarazza pagare una donna per fare sesso? Amico: Sei intelligente, ma ingenuo DT: ovvero? Amico: In realtà, mio giovane amico, la donna la paghi sempre, in un modo o nell'altro. Organizzi un'uscita, offri la cena, i fiori e tutto il resto e partono almeno 100 euro. L'unica differenza sta nel fatto che, con le puttane, almeno sei sicuro di scopare! DT: Cazzo, tu si che la sai lunga....
categoria: cazzate, scemenze, riflessione
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scritto da dottorTroy il martedì, 10 giugno 2008,22:37
Collega: Non ne posso più di questa vita di merda, dalla mattina alla sera a lavorare...

DT: Non rompere le palle, ti lamenti in continuazione ma alla fine il tuo lavoro ti piace

Collega: Sei un cazzone, innamorarsi del proprio lavoro è come innamorarsi di una puttana...

scritto da dottorTroy il martedì, 03 giugno 2008,20:45
Amica:  I puttanieri sono la dimostrazione vivente dell'inferiorità maschile

DT: ....

Amico: Quelle come te sono la dimostrazione lampante del fatto che voi donne non capite e non capirete mai un cazzo

Amica: E perchè mai?

Amico: Se tu hai bisogno di una parere legale, ti rivolgi all'avvocato, se stai male, chiami un medico, se devi costruire casa vai da un architetto. Insomma, in ogni campo il professionismo è auspicabile,  mi spieghi per quale cazzo di motivo non lo è in ambito sessuale.

DT: ....
categoria: pensieri, satira, scemenze
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scritto da dottorTroy il sabato, 24 maggio 2008,10:03
DT: Senti F., mi sono rotto il cazzo di uscire tutte le sere tardi da studio. E' un mese che non riesco a tornare  a casa prima delle 11!!

Capo: Dovresti esserne felice

DT: Come no, sprizzo gioia da tutti i pori...

Capo: Perchè tu non capisci un cazzo. Se uscissi alle 8 (premetto io entro a studio alle 9!! Ndt) vorrebbe dire che non avresti niente da fare e se non avessi nulla da fare, saresti un fallito.

DT: Non so che dirti, allora grazie!
categoria: lavoro, sfogo, scemenze
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Anni '80

scritto da dottorTroy il giovedì, 06 marzo 2008,22:28
Oggi a lavoro si parlava di musica italiana.

Tanta nostalgia degli anni ottanta, di quando il sabato pomeriggio Maurizio Seimandi invadeva le nostre case con il supertelegattone. Anni di permanente e paillettes, jeans multicolore corti sulla caviglia e giubbetto da paninaro.

Anni in cui Amanda Lear,  in tenuta leopardata, cantava dall'interno di una gabbia "Voulez vous and rendez vous, tomorrow", quando Renato Zero, con un body giallo canarino attillatissimo, esaltava le gioie del triangolo.

Si sa, quando si inizia con il rievocare il passato si finisce sempre per divagare. E allora via con il Kobra della Rettore, che non è un serpente, ma un pensiero frequente che diventa indecente, passando per Luis Miguel che raccontava i tormenti dei ragazzi di oggi, fuoco sotto la cenere.

In quegli anni nessuno si scandalizzava dinanzi a un Malgioglio che cantava "Sbucciami", un successone tradotto persino in spagnolo in "Pelame" (invito tutti a cercare su youtube!!).

Ricordo che mia zia aveva un enorme poster di Scialpi in camera sua, alla testa del letto. Quando i miei mi sfanculavano a casa di nonna, mi dovevo sorbire ore e pre di "Rocking Rolling". Guardavo con orrore quell'uomo nella fotografia ma grazie a quel simpatico ciuffo nero non riuscivo a odiarlo. D'altronde sarebbe potuta andarmi persino peggio se al posto di Scialpi ci fosse stato, che so, un Dario Baldambembo che mi ricordava che l'amico è qualcosa che più ce n'è meglio è.

Ah, gli anni '80, che periodo mitico, che dire, non le fanno più le canzoni di una volta (meno male!)

categoria: musica, satira, scemenze
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Ho i poteri...

scritto da dottorTroy il sabato, 01 marzo 2008,10:51
Non credo nel karma e in tutte le menate simili, però a volte ho l'impressione che esista una sorta di processo osmotico cosmico, che compensa la stronzaggine delle persone.
ieri mattina stavo andando al lavoro in motorino quando, arrivato all'altezza di Villa Borghese, il traffico era letteralmente paralizzato a causa del pezzo grosso di turno, che stava sfilando con tutto il suo corteo verso il Quirinale.
Non c'era nemmeno lo spazio per poter passare tra una macchina e l'altra. Bestemmiando perchè ero in ritardo, come al solito, mi sono messo in coda e ho iniziato ad aspettare che la situazione si evolvesse.
Dietro di me, però, un uomo sui quaranta, a bordo di una grossa moto BMW, non mostrava la stessa pazienza.
Preso da un raptus di follia, prima ha inizato a suonare, poi a sbraitare al mio indirizzo, reo - secondo il suo punto di vista - di non essere abbastanza sveglio testualmente:

- A rincojonito, te levi dalle palle co' sta bicicletta, che vado de prescia -

Faccio finta di non sentirlo, sto ascoltando i Tv on the radio e non ho voglia di litigare.

- Ao, oltre che 'mbranato, sei pure sordo -

A questo punto è troppo. Mi alzo dal motorino, metto il cavalletto e vado verso di lui.

-  Chicco, nun te sembra che stai  a allargà? - gli dico, e lui con uno sguardo da pesce lesso mi guarda e mi fa - la matina pija i mezzi si nun sei bbono a guidà! -

Sto quasi per prenderlo per il collo, quando il traffico inizia a smuoversi. Si apre un varco e lo stronzo schizza via passando sul marciapiede alla mia destra. Lo vedo allontanarsi e gli lancio una maledizione - speriamo che t'addobbi tra 50 metri, sto fijo de na mignotta -

Lui si gira, non so se mi ha sentito, in ogni caso sfreccia a tutta velocità verso via Veneto. Immagino il gigno sul suo volto e la modesta erezione nelle sue mutande, dovuta esclusivamente allo sfoggio di mascolinità mostrato grazie alla sua moto.

Il meschino, però, non può sapere che, qualche minuto prima, è passato di lì un vetturino con dei turisti. Non immagina neanche che, mentre era fermo al semaforo, il cavallo ha fatto i suoi bisogni sull'asfalto. Forse è per questo che mentre impegna a tutta velocità la curva che da Via Veneto conduce a Via Bissolati, non vede quella bella, fumante, immensa cagata di cavallo. La ruota anteriore della sua moto scivola e lui finisce lungo sull'asfalto.

Purtroppo non assisito alla scena, ma quando arrivo sul posto lui e ancora a terra dolorante, ma sano e salvo, circondato da un nugolo di persone. Lo riconosco. Mi avvicino, mi levo il casco e lo guardo. Aspetto che anche lui mi guardi. Fa finta di non riconocermi, ma non può aver già dimenticato la mia faccia di cazzo. Appena mi accorgo di avere i suoi occhi puntati su di me mi lascio sfuggire un "te l'avevo detto io", mi giro, monto nuovamente sul motorino e vado al lavoro sghignazzando come un pazzo.


categoria: roma, scemenze
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il pranzo è servito

scritto da dottorTroy il giovedì, 14 febbraio 2008,19:59
Sono quasi due settimane che vado a pranzo nella stessa tavola calda. Ogni giorno stesso menù: un primo, un contorno, un dolce, una bottiglia d'acqua e un caffè.

Non ho mai pagato la stessa cifra. Cifra, peraltro, indicata su un cartello vicino la cassa.

Oggi ho preso il coraggio a due mani e ho domandato alla proprietaria quale arcano si celasse dietro tale volatilità dei prezzi. Mi sarei aspettato qualsiasi tipo di risposta. Ero pronto a sentire scuse come l'aumento del prezzo del petrolio, l'oscillazione dell'euro sul dollaro, l'andamento delle borse asiatiche, l’inflazione.

Con un’espressione a metà tra lo schifato e il sorpreso la signora mi guarda e mi dice: “bello mio, il prezzo è sempre lo stesso, dipende dalla fame che c’hai. Si c’hai tanta fame  te sembra de pagà de meno, si nun c’hai fame, pure si te lo regalo il pranzo te sembra d’avè pagato ‘na cifra”.

categoria: cazzate, roma, scemenze
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