Non credo nel karma e in tutte le menate simili, però a volte ho l'impressione che esista una sorta di processo osmotico cosmico, che compensa la stronzaggine delle persone.
ieri mattina stavo andando al lavoro in motorino quando, arrivato all'altezza di Villa Borghese, il traffico era letteralmente paralizzato a causa del pezzo grosso di turno, che stava sfilando con tutto il suo corteo verso il Quirinale.
Non c'era nemmeno lo spazio per poter passare tra una macchina e l'altra. Bestemmiando perchè ero in ritardo, come al solito, mi sono messo in coda e ho iniziato ad aspettare che la situazione si evolvesse.
Dietro di me, però, un uomo sui quaranta, a bordo di una grossa moto BMW, non mostrava la stessa pazienza.
Preso da un raptus di follia, prima ha inizato a suonare, poi a sbraitare al mio indirizzo, reo - secondo il suo punto di vista - di non essere abbastanza sveglio testualmente:
- A rincojonito, te levi dalle palle co' sta bicicletta, che vado de prescia -
Faccio finta di non sentirlo, sto ascoltando i Tv on the radio e non ho voglia di litigare.
- Ao, oltre che 'mbranato, sei pure sordo -
A questo punto è troppo. Mi alzo dal motorino, metto il cavalletto e vado verso di lui.
- Chicco, nun te sembra che stai a allargà? - gli dico, e lui con uno sguardo da pesce lesso mi guarda e mi fa - la matina pija i mezzi si nun sei bbono a guidà! -
Sto quasi per prenderlo per il collo, quando il traffico inizia a smuoversi. Si apre un varco e lo stronzo schizza via passando sul marciapiede alla mia destra. Lo vedo allontanarsi e gli lancio una maledizione - speriamo che t'addobbi tra 50 metri, sto fijo de na mignotta -
Lui si gira, non so se mi ha sentito, in ogni caso sfreccia a tutta velocità verso via Veneto. Immagino il gigno sul suo volto e la modesta erezione nelle sue mutande, dovuta esclusivamente allo sfoggio di mascolinità mostrato grazie alla sua moto.
Il meschino, però, non può sapere che, qualche minuto prima, è passato di lì un vetturino con dei turisti. Non immagina neanche che, mentre era fermo al semaforo, il cavallo ha fatto i suoi bisogni sull'asfalto. Forse è per questo che mentre impegna a tutta velocità la curva che da Via Veneto conduce a Via Bissolati, non vede quella bella, fumante, immensa cagata di cavallo. La ruota anteriore della sua moto scivola e lui finisce lungo sull'asfalto.
Purtroppo non assisito alla scena, ma quando arrivo sul posto lui e ancora a terra dolorante, ma sano e salvo, circondato da un nugolo di persone. Lo riconosco. Mi avvicino, mi levo il casco e lo guardo. Aspetto che anche lui mi guardi. Fa finta di non riconocermi, ma non può aver già dimenticato la mia faccia di cazzo. Appena mi accorgo di avere i suoi occhi puntati su di me mi lascio sfuggire un "te l'avevo detto io", mi giro, monto nuovamente sul motorino e vado al lavoro sghignazzando come un pazzo.