Embryonic - Flaming Lips

scritto da dottorTroy il mercoledì, 11 novembre 2009,12:55
Quando lavoro ascolto sempre la musica, aiuta a concentrarmi e allo stesso tempo mi tiene compagnia.

Stamattina ho messo su Embryonic, l'ultimo album dei Flaming Lips e per un'oretta circa non sono stato in grado di fare nient'altro che ascoltare.
categoria: musica
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2008: The best of

scritto da dottorTroy il domenica, 11 gennaio 2009,20:09
Torno a scrivere dopo mesi di silenzio solo per condividere con voi alcune impressioni sulla musica ascoltata negli ultimi 12 mesi.

Il 2008 è stato un buon anno. Qualche buon esordio (Black Mountain, Fleet Foxes e MGMT sopra tutti), alcune ottime conferme (Tv on the Radio e King of Leon) e ritorni di gran lusso (che dire dei Portishead?), ma nessun vero acuto. Niente che verrà ricordato negli anni a venire. Insomma, nessun capolavoro, o forse no.
Perchè in realtà c'è stato un disco, come dire, speciale, qualcosa che a mio modesto avviso ha iniziato qualcosa (o molto più probabilmente, l'ha finita). Si tratta di Microcastle, l'ultimo disco dei Deerhunter. Un imponente costruzione di suoni germogliati dal ricco humus dell'indie più sotterraneo, rielaborati e riproposti con una freschezza e una potenza immaginifica sorprendente.
Notevole, davvero notevole. Per questo, nella mia personale classifica dei più interessanti dischi usciti lo scorso anno, li metto al primo posto.

Se siete curiosi di vedere le altre posizioni, date uno sguardo:

10. Black Mountain - In the future

9. Le luci della centrale elettrica - Canzoni da spiaggia deturpata

8. Fuck Buttons - Street Horrrsing

7. Kings of Leon - Sex on fire

6. Elbow - Seldom seen kids

5. Black Angels - Directions to see a ghost

4. Tv on the Radio - Dear science

3. Fleet Foxes - Fleet Foxes

2. MGMT - Oracular spectacular

1. Deerhunter - Microcastle
categoria: musica
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Solo cazzate

scritto da dottorTroy il martedì, 12 agosto 2008,15:27
Dopo una breve tappa in terra ciociara, necessaria per ricaricare le batterie, il dottore è pronto per partire nuovamente verso le lontane lande dell'Est, destinazione Budapest.
Si avete capito bene, proprio la capitale ungherese dove nei prossimi giorni si terrà il mitico festival di Sziget, la Woodstock sul Danubio.
La line up è di tutto rispetto. 5 palchi, uno completamente dedicato alla musica etnica (che se la sentano pure loro...) un main stage con i grossi nomi, tra cui R.E.M, Sex Pistols, Killers, Kaiser Chiefs, MGMT e tanto altro, un palco completamente dedicato all'elettronica e altri di cui non me ne frega niente.
Attese sull'isola di Obuda circa 400.000 persone da tutta Europa e non solo.
Che dirvi, ci rivediamo il 19 per il resoconto, ammesso che avrò la forza per farlo.
La parola d'ordine è sempre la stessa: che dio ce la mandi buona e magari senza mutande...
categoria: musica
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scritto da dottorTroy il lunedì, 07 luglio 2008,22:02
Torno a casa distrutto e incazzato, come capita sempre più spesso.
Non ho voglia tanto di cenare.
Fa un caldo della madonna e vago per casa come uno zombie.
Metto su "The Bends".
Il nuovo impianto Hi-Fi che ho comprato è da paura.
Mi sembra di avere Thom  in camera che si dimena come un ossesso, con quel suo sguardo da folletto psicopatico.
Alle sue spalle Phil che scandisce il tempo, preciso come un metronomo.
Colin un po' in disparte segue la scena, mentre ai lati Thom si ergono Ed e Jhonny, con le loro chitarre scintillanti, come due arcangeli annoiati.
Mi giro e rigiro nel letto in cerca di sollievo o solo per scaccaire una zanzara invadente, allungo un braccio in cerca del tuo corpo, ma tu non ci sei...
categoria: pensieri, musica
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scritto da dottorTroy il lunedì, 28 aprile 2008,22:39
Volete avere un'idea di quanti milioni di anni luce sia indietro la musica in Italia rispetto all'Inghilterra?

Leggete e rosicate (darei una palla per esserci!!)

The Glastonbury line-up is:

June 27

Pyramid Stage
Kings Of Leon
The Fratellis
Editors
The Gossip
The Feeling
KT Tunstall
Get Cape. Wear Cape. Fly
The Subways
Kate Nash

Other Stage
Panic At The Disco
The Enemy
We Are Scientists
Foals
The Hoosiers
Ben Folds
Joe Lean And The Jing Jang Jong
Vampire Weekend
Hilltop Hoods

John Peel Stage
Jamie T
The Cribs
Reverend And The Makers
MGMT
The Ting Tings
Young Knives
LIghtspeed Champion
Glasvegas

June 28

Pyramid Stage
Jay-Z
Very Special Guest TBC
Manu Chao
The Raconteurs
James Blunt
Crowded House
Seasick Steve
The Hold Steady
Shakin' Stevens

Other Stage
Massive Attack
Hot Chip
Elbow
Duffy
The Wombats
Neon Neon
Black Kids
The Golden Silvers
The Travelling Band

John Peel Stage
Biffy Clyro
The Futureheads
Band Of Horses
The Courteneers/The Black Keys
Vampire Weekend
The Teenagers

June 29

Pyramid Stage
The Verve
Leonard Cohen
Goldfrapp
Very Special Guest TBC
John Mayer
Gilbert O' Sullivan
TBC

Other Stage
Groove Armada
The Zutons
The Pigeon Detectives
Mark Ronson
Scouting For Girls
Jack Penate
Newton Faulkner
Black Mountain
Hoodoo Gurus

John Peel Stage
The National
Spiritualized
Crystal Castles
Brian Jonestown Massacre
The Stars
The Courteneers/The Black Keys
Rocket Summer
categoria: musica
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Bachelite - Offlaga Disco Pax

scritto da dottorTroy il lunedì, 10 marzo 2008,22:27
Io e Morfeo non siamo mai stati amici. Da bambino costringevo mia madre ad estenuanti sessioni notturne di lettura. Adoravo perdermi nei racconti delle mirabolanti avventure di Gulliver, vagheggiare di posti esotici insieme ai pirati di Salgari, in barca tra Sandokan e Yanez, oppure scorazzare in barca con Huck Finn. La  voce pacata, serena, di mia madre mi placava. Era il veicolo su cui evadere, il tappeto volante verso un mondo parallelo.

Purtroppo, nel frattempo mi è capitato di crescere e adesso, la sera, prima di addormentarmi non c'è nessuno a raccontarmi le storie.

E' per questo che sono grato agli Offlaga Disco Pax per "Bachelite". Adesso sono loro a farmi sognare con le loro storie. Metto le cuffie e penso alla ragazza dalle "superchiome". Provo ad immaginare l'emozione del volo di Yashchenko, capace di sollevarsi da terra per 2,35 metri. Mi indigno al pensiero della faccia tosta della Mambro e sorrido ascoltando "Lungimiranza", parafrasi di un ambiente musicale, quello italiano, dai valori  completamente falsati. Ma è "Cioccolato Iacp" il vero pezzo forte dell'intero album. Una storia dolcissima, come il pane e nutella. Una storia tristissima come solo certe periferie degradate sanno essere. Una storia come tante, di vite che si sfiorano per non reincontrarsi, di vite randagie, consumate dalla solitudine e dall'eroina.

Ogni canzone, ogni racconto si dipana su meravigliose basi musicali. Melodie che ricordano i Kraftwerk allo stesso modo in cui richiamano alla mente gli LCD Soundsystem. Sonorità cosmiche, eteree, su cui si adagiano i comizi di Max Collini. Una boccata d'ossigeno in questo paese così sanremese.

categoria: musica
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Anni '80

scritto da dottorTroy il giovedì, 06 marzo 2008,22:28
Oggi a lavoro si parlava di musica italiana.

Tanta nostalgia degli anni ottanta, di quando il sabato pomeriggio Maurizio Seimandi invadeva le nostre case con il supertelegattone. Anni di permanente e paillettes, jeans multicolore corti sulla caviglia e giubbetto da paninaro.

Anni in cui Amanda Lear,  in tenuta leopardata, cantava dall'interno di una gabbia "Voulez vous and rendez vous, tomorrow", quando Renato Zero, con un body giallo canarino attillatissimo, esaltava le gioie del triangolo.

Si sa, quando si inizia con il rievocare il passato si finisce sempre per divagare. E allora via con il Kobra della Rettore, che non è un serpente, ma un pensiero frequente che diventa indecente, passando per Luis Miguel che raccontava i tormenti dei ragazzi di oggi, fuoco sotto la cenere.

In quegli anni nessuno si scandalizzava dinanzi a un Malgioglio che cantava "Sbucciami", un successone tradotto persino in spagnolo in "Pelame" (invito tutti a cercare su youtube!!).

Ricordo che mia zia aveva un enorme poster di Scialpi in camera sua, alla testa del letto. Quando i miei mi sfanculavano a casa di nonna, mi dovevo sorbire ore e pre di "Rocking Rolling". Guardavo con orrore quell'uomo nella fotografia ma grazie a quel simpatico ciuffo nero non riuscivo a odiarlo. D'altronde sarebbe potuta andarmi persino peggio se al posto di Scialpi ci fosse stato, che so, un Dario Baldambembo che mi ricordava che l'amico è qualcosa che più ce n'è meglio è.

Ah, gli anni '80, che periodo mitico, che dire, non le fanno più le canzoni di una volta (meno male!)

categoria: musica, satira, scemenze
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Air-Bird (Baricco)

scritto da dottorTroy il giovedì, 21 febbraio 2008,13:51
Bird, è il suo nome Bird.
Vecchio pistolero, il più vecchio.

Con strade sulla faccia, camminate da infinite sparatorie, diceva Shatzy.
Gli occhi deglutiti dal cranio, e mani di ulivo, le mani veloci, rami d'inverno.
Stanchi.
Il pettine, al mattino, bagnato d'acqua, rigare i capelli bianchi all'indietro, trasparenti, ormai.
Polmoni di tabacco nella voce che piano dice: Che vento, oggi.

Niente di peggio che non morire, per un pistolero.

Guardarsi intorno, ogni faccia mai vista può essere quella dell'idiota di turno arrivato da lontano per diventare quello che ha ammazzato Clay "Bird" Puller.
Se vuoi sapere quando si diventa un mito, allora ascolta:
è quando ti ritrovi a duellare sempre di schiena.
Finché ti vengono incontro da davanti sei solo un pistolero.
La gloria è una scia di merda, dietro la schiena.
- Sbrigati coglione, - disse senza nemmeno voltarsi.
Il ragazzetto aveva un cappello nero, e in tasca qualche stronzata che era il ricordo di un odio lontano, e la promessa di una qualche vendetta.
- Troppo tardi, coglione.

Con queste strade sulla faccia, vecchiaia vigliacca, a pisciarmi addosso la notte, il male bastardo sotto il cinturone, come una pietra rovente tra la pancia e il culo, non viene mai giorno, e quando viene è un deserto di tempo vuoto, da attraversare, come sono arrivato qui?, io.

Come sparava Bird.
Teneva le fondine al contrario con il calcio della pistola che usciva in avanti.
Estraeva a braccia incrociate, la pistola destra nella mano sinistra, e viceversa.
Così, quando ti veniva incontro, le dita a sfiorare il calcio delle pistole, sembrava una specie di condannato, qualcosa come un prigioniero che stesse andando al patibolo, con le braccia legate davanti.
Un istante dopo era un uccello rapace che apriva le ali, una frustata nell'aria, e il geometrico volo di due pallottole.

Bird.



Cos'è allora questo strisciare nella nebbia delle mie cataratte, costretto a contare le ore, io che conoscevo gli istanti, ed era l'unico tempo che esisteva per me.
Lo scarto di una pupilla, le nocche sbiancate intorno a un bicchiere, uno sperone nel fianco del cavallo, l'ombra di un'ombra sul muro blu.
Ci ho vissuto eternità, dove gli altri vedevano attimi. Per loro era come lampo ciò che per me era una mappa, una stella dove io vedevo cieli.
Io pensavo dentro pieghe del tempo che per loro erano già ricordo.
Non c'è altro modo, mi avevano insegnato, per vedere la morte prima che arrivi.
Cos'è allora questo strisciare nella nebbia delle mie cataratte, costretto a spiare le carte degli altri, mendicando battute dalla mia sedia, sempre quella, in seconda fila, la sera a tirare sassi ai cani, in tasca soldi da vecchio che le puttane non vogliono, li prenderà un mariachi, quando verrà, che sia triste e lunga la tua canzone, ragazzo, dolce la tua chitarra e lenta la tua voce, io voglio ballare, questa notte, fino al tramonto di questa notte, io ballerò.

Dicevano che Bird si portasse sempre dietro un dizionario.
Francese.
Ci aveva studiato tutte le parole,
una dopo l'altra, in ordine alfabetico.
Era così vecchio che aveva già fatto il giro e adesso se ne stava dalle parti della G, per la seconda volta.
Nessuno sapeva perché mai facesse tutto quello. Però una volta, a Tandeltown, dicono che si avvicinò a una donna, era bellissima, alta, occhi verdi, c'era da chiedersi come fosse finita lì. Lui le si avvicinò e le disse: Enchanté.

Clay "Bird" Puller.
Morirà in un modo bellissimo, diceva Shatzy.
Gliel'ho promesso: morirà in un modo bellissimo.
categoria: musica, letteratura
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Astral Weeks

scritto da dottorTroy il venerdì, 01 febbraio 2008,20:42
Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state...

Guido Gozzano



Era da un sacco di tempo che avevo in mente di scrivere un post su uno dei miei album preferiti. Ogni volta che ho provato a scrivere qualcosa è sempre successo qualcosa che mi distoglieva dal mio intento.

Oggi era la volta buona, lo sentivo, ero in vena e avevo un sacco di tempo a disposizione.

Ho iniziato quasi con timore, Astral Weeks non è un album qualunque. Ad ogni ascolto ti svela un segreto. Sono quasi dieci anni che quel cd gira instancabile nei miei lettori e ogni volta riesce a sorprendermi.

Mi sono detto :Ok, iniziamo. Evitiamo tutte le cazzate sull'età di Van Morrison. Anche a 23 anni si può scrivere un album che parli di vita, morte, amori finiti o, peggio, mai iniziati. Evitiamo anche ogni disquisizione tecnica o stilistica, lo ha fatto già Lester Bangs e, obiettivamente, non potrei neanche avvicinarmi a quanto scritto da quel pazzo maudit di un critico fattone.

Si ma allora, allora di che cazzo parlo.

Per cominciare potrei parlare delle emozioni che questo album suscita sin dal suo primo ascolto. Di quelle sottili vibrazioni che ti sfiorano l'anima sino ai suoi recessi più reconditi. Di quel senso di malinconia, di tristezza mai disperata, che ti coglie alle spalle, inavvertitamente e che ti pervade fino a tracimare dal bordo superiore del cuore. Oppure di quella strana sensazione di aver già vissuto sulla tua pelle quelle emozioni, ma non stavi ascoltando una canzone quando accadde.

Va bene, penso che scriverò qualcosa del genere. Certo trovare le parole giuste non è semplice, ma ci provo.

Perfetto, mi sembra che così possa andare.

Lo rileggo e premo "pubblica il post".

Non faccio in tempo, perchè il temporale fa saltare la corrente. E dire che ci avevo messo più di due ore.

Forse è meglio così, certe cose non si possono raccontare, solo vivere.

categoria: musica
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Novocaine for the Soul

scritto da dottorTroy il martedì, 29 gennaio 2008,22:47




Perchè la vita è dura, ma lo sono anch'io.

Perchè la vita è bianca e io sono nero.

Perchè Gesù e suoi avvocati stanno tornando indietro.

Perchè la vita è bella e io sto una favola.

Perchè mia madre dice che io sono un grande errore.

Perchè ci vorrebbe un po' di novocaina per l'anima, prima che io vomiti.

categoria: musica, riflessione
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