Il mucchio Selvaggio (spoiler)

scritto da dottorTroy il lunedì, 17 settembre 2007,11:04

Pyke è ferito. Barcollando si dirige verso la mitragliatrice che abbraccia con le ultime forze rimaste. Sembra posseduto dal demonio. Impugna il ferro e comincia a vomitare piombo su chiunque gli passi a tiro. Cadono come mosche, ma Pyke non se ne cura. Continua a sparare come un ossesso: è il suo ultimo giorno sulla terra e vuole fare le cose in grande.

Dutch gronda sangue da una spalla, a malapena riesce a impugnare la pistola. Arrivano proiettili da tutte parti. Non c'è salvezza. Ha capito che non potrà continuare a ripararsi a lungo dietro quel tavolo. I fratelli Gorch giacciono in un lago di sangue. Sono rimasti solo loro due.

Si volta verso Pyke che continua a mietere vittime, sul volto i segni dello sforzo. Atropo è ormai al suo fianco, ma ancora peggio sono quei federalisti alle sue spalle. Lui non li può vedere, ma Dutch si. Inuitle gridare, il frastuono degli spari copre qualsiasi altro rumore. Uno, due, tre colpi. Pyke si accascia esanime.

E' troppo tardi ormai. Sei rimasto solo povero Dutch. Non puoi far altro che correre verso l'amico di una vita. La speranza di un ultimo abbraccio, forse. Niente, non ti lasciano neanche il tempo di fare due passi. Sei fottuto. Siete tutti fottuti.

Lo sapevate che non c'era salvezza. Non c'è mai salvezza. Prima o poi arriva sempre il momento di rendere i conti.

categoria: pensieri, cinema
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This is not an exit

scritto da dottorTroy il venerdì, 14 settembre 2007,17:31

 "Se non mi do una mossa subito sono spacciato" mi dico, spacciato come negli ultimi tre anni di disperazione ubriaca, una disperazione fisica e spirituale e metafisica che non si può imparare a scuola per quanti libri si leggano sull'esistenzialismo o sul pessimismo, per quante tazze di ayahuasca visionaria si bevano, per quanta mascalina si prenda, per quanto peyote si ingurgiti – La sensazione di quando ti svegli con il delirium tremens la paura di una morte misteriosa che ti gronda giù dalle orecchie come le grevi ragnatele dei ragni nei paesi caldi, la sensazione di essere un mostro di fango piegato in due che geme sottoterra nella melma fumante trascinando chissà dove un lungo fardello ustionante, la sensazione di stare fino alle caviglie in una pozza di sangue di porco bollente, puah, di essere immerso fino alla vita in un gigantesco pentolone di lavatura di piatti marrone e unta senza più nemmeno una traccia di sapone – La faccia che ti vedi nello specchio è talmente stravolta e deformata dal dolore che non riesci nemmeno a piangere per una cosa così orrenda, così perduta, nessun rapporto con la perfezione di prima e perciò nessun rapporto con le lacrime o altro.

(Jack Kerouac: Big Sur)

 

 

categoria: pensieri, cinema, letteratura, sfogo
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Sicko - Un viaggio tra le macerie dell'American Dream

scritto da dottorTroy il venerdì, 24 agosto 2007,17:44
Che dire di Sicko, l'ultimo documentario di Micheal Moore? Mi aspettavo un'impietosa e feroce critica sulla disparità di accesso alle cure nel sistema sanitario degli USA. Un argomento ormai trito e ritrito, ma pur sempre attuale. D'altronde è risaputo che negli States, se non puoi permetterti un'assicurazione sanitaria, rischi di morire fuori dagli ospedali. Invece, paradossalmente, tutto il documentario non è incentrato sulle disgrazie dei 50.000.000 di persone che non possono permettersi un'assicurazione, al contrario, l'attenzione di Moore è focalizzata sugli incredibili soprusi che sono costretti sopportare anche coloro che pagano profumati premi assicurativi.

Micheal Moore presenta decine di casi umani davvero incredibili, persone costrette ad indebitarsi al punto di vendere la casa per pagarsi le cure mediche, altre, meno fortunate, condannate a morire perchè la loro malattia non rientra tra quelle a cui la compagnia assicurativa garantisce la copertura dei costi.

Una domanda sorge spontanea, direbbe il Marzullo dei bei tempi, può esistere democrazia laddove non è garantito nemmeno il più basilare diritto alla salute? Di  sicuro se adottassimo questo come criterio per stilare le classifiche degli stati più democratici del mondo, ci accorgeremmo che gli USA ( primo esportatore nel mondo di democrazia!!!) sarebbero solo al 32esimo posto, molto dietro l'odiatissima Cuba. Proprio nell'isola di Fidel, Moore porterà un gruppo di malati americani, malati che qui riceveranno gratuitamente quelle cure negate loro in patria. La cosa ha fatto incazzare il goverrno americano a tal punto che è stata aperta un'inchiesta su Moore per verificare l'eventuale violazione della legge sull'embargo.

Insomma, se con Bowling for Columbine Micheal Moore aveva mostrato il volto terrorizzato degli Usa, con Sicko pone la parola fine all'American Dream. A pronunciare l'orazione funebre della nazione dove la mortalità infantile è più elevata di El Salvador sono proprio i cittadini americani residenti all'estero, in quei paesi dove lo stato sociale non è un sogno o un ricordo del passato.

Speriamo solo che la Turco dia un'occhiata a questo interessante documentario e tragga l'ispirazione per qualcosa di buono.
categoria: politica, cinema
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The Simpson - il film

scritto da dottorTroy il giovedì, 23 agosto 2007,14:48

Dopo la scomoda verità di Al Gore, anche i Simpson sono costretti a fare i conti con il global warming. Sembra proprio che le tematiche ambientali stiano diventando assai popolari nel cinema oltre oceano.  Dopo decenni in cui i protagonisti dei film a stelle striscie si sono trovati a fronteggiare spaventosi mostri Jurassici, devastanti terremoti ed eruzioni vulcaniche epocali, pare finalmente che i film makers abbiano deciso di preoccuparsi di minaccie reali.

Anche il mondo della musica mostra di essere sensibile al problema. Così i Green Day, dopo tre ore e mezzo di concerto a Springfield, decidono di dire qualche  parola a proposito degli effetti dell'inquinamento ambientale. Basta questo per scatenare la furia degli abitanti del luogo, che seppelliscono la band sotto un fitto lancio di oggetti, fino a farli annegare nell'inquinatissimo lago di Springfield. E' cosi che inizia il tanto atteso movie dei Simpson che uscirà in Italia solo il 14 settembre, anche se non è impossibile trovare qualche sito da cui godersi l'anteprima in lingua inglese (tvlinks).

A dire il vero, nonostante sia un appassionato degli omini gialli di Springfield,  devo dire di essere rimasto alquanto deluso. Di sicuro non è la trama il motivo per vedere questo film. Tuttavia nemmeno le gag a cui siamo ormai abituati da oltre un decennio, riescono a strappare più di un sorriso.Forse perchè le aspettative su questo film erano esagerate, oppure perchè, ci siamo ormai abituati all'assurda personalità di Homer, alla pedanteria di Lisa, alla sfacciataggine di Bart e al conformismo di Marge. Forse perchè gli spunti ironici che siamo abituati a vedere condensati in mezz'ora, diluiti su quasi due ore di film non hanno lo stesso effetto. Insomma chi l'ha detto che più lungo vuol dire anche più bello (non mi citate Cicciolina!!!)?
categoria: politica, cinema, satira
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TARAPIA TAPIOCO! Prematurata la supercazzola o scherziamo?

scritto da dottorTroy il venerdì, 20 luglio 2007,14:51

Se domani a Benedetto XVI venisse in mente di riscrivere la Bibbia, caso mai sostituendo i protagonisti con personaggi alla moda, tipo Fabrizio Corona, nelle vesti di Gesù Cristo, o Lele Mora nei panni di Giuda, probabilmente tutto il mondo cattolico si solleverebbe.

Mutatis mutandis, dovrebbe accadere la stessa cosa riguardo al sequel del mitico "Amici Miei" di Mario Monicelli.

Pare, infatti, che De Laurentis - il noto produttore cinematografico - abbia in mente di finanziare un nuovo atto da aggiungere alla celebre serie. Il film si dovrebbe ambientare nella Firenze del '400 e gli attori dovrebbero essere quelli del cast di "Natale a New York", in parole povere: UNA SCIAGURA.

Amici Miei, meglio di molti altri film coevi, ha saputo raccontare la disullusione vissuta dall'Italia degli anni '70. Una nazione che si stava svegliando dal torpore in cui era stata indotta dal rohypnol  consumistico degli anni '60, accorgendosi che aveva perso la verginità per mano di uno sconosciuto che aveva abusato di lei. Con questo capolavoro, che Monicelli seppe girare magistralmente, la risata della commedia all'italiana inizia a velarsi di un sottile manto di tristezza.

Tristezza che è ancora più palpabile nel secondo atto, che si conclude col coccolone che lascerà il povero Mascetti su una sedia a rotelle.

Praticamente drammatico il terzo episodio, diretto da Nanni Loy, quasi completamente ambientato in una casa di cura, dove gli amici di sempre, ormai irrimediabilmenti "fuori tempo", seguono il Mascetti, mettendo in atto una serie di scherzi a danno di poveri vecchi rincoglioniti.

Non credo che ci fosse bisogno di questo remake. Purtroppo, in questi tempi di sterilità creativa, a quanto pare, non si riesce a far di meglio che recuperare vecchi successi del passato, triturarli e cercare di cavarne qualcosa da buttare in pasto alle folle fameliche di consumatori (vedi la "nuova" 500!!!). L'arte e l'intrattenimento sono diventate la medesima cosa: merce da vendere!

categoria: politica, cinema, sfogo, riflessione
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scritto da dottorTroy il mercoledì, 20 giugno 2007,15:41

Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei distruggere il mondo con un rutto. Resuscitare i più crudeli serial killer della storia e metterli sulle tracce di alcuni vip nostrani. Anna Falqui ad esempio.

Anna è una gran bella gnocca. Alta, bionda, con tutte le cose al posto giusto. Diventata famosa grazie alle sue generossime tette siliconate, la bella Italo-finlandese nel corso degli anni è passata dai calendari alle fiction, con qualche puntatina persino sul grande schermo.

Oggi la dottoressa Anna Fachi (si perchè nel frattempo si è pure laureata, a San Marino!!) dalle autorevolissime colonne gossippare di "Chi" (?) afferma che Ricucci gli ha portato una gran sfiga, che da quando stanno insieme più nessuno la cerca per farla lavorare.

Ricapitoliamo brevemente la storia di questo pilastro dello spettacolo italiano.

La Falqui ebbe il suo esordio magico in uno spot con Paolo Villaggio, diretto da Fellini. Terminate le riprese il primo comico cadde in profonda depressione, il regista smise di fare spot (e di li a poco morì).

In seguito, la fragile Anna svallettò sul palco di Sanremo facendosi apprezzare più per gli ululati da performance erotica col fidanzato Fiorello e per le gaffes (“Sta succedendo di tutto sotto la mia gonna”) che per altro. Per lo showman iniziò il periodaccio; per Baudo l’inizio della fine (ma essendo Baudo un highlander immortale, s’è ripreso in fretta).

Altro episodio. Brno, 1998. Anna investe sul centauro perfetto Max Biaggi, nuovo boyfriend; e Biagi investe il proprio talento. Investe non “sul” proprio talento, ma “il” proprio talento, nel senso che lo fa rotolare in pista, lo arrota, lo fa a sfilacci e comincia a perdere le gare. I due si lasciano, e Max torna a vincere.

Nel ‘99-2000 Anna promette uno spogliarello Olimpico alla Lazio campione d’Italia; lo strip mozza il fiato. Dall’anno dopo mozzate anche le ambizioni degli aquilotti. Nel 2001 Anna è ospite del Satyricon di Daniele Luttazzi, e si sa com’è finita. Nel 2002 Anna decide di tornare agli spot: gira uno spot d’autore per una banca. Una a caso. La Popolare di Lodi ( come dicevano Totò e Peppino, “E ho detto tutto…”).

Nel 2005 si sposa con Ricucci, profondamente convinta che di sbagliato il suo Stefano abbia solo la pettinatura… Sappiamo tutti come è andata finire.

Cazzo, dopo questa serie di catostrofi la tipa ha pure il coraggio di lamentarsi?

 

Ho voglia di the!!

scritto da dottorTroy il domenica, 01 aprile 2007,14:09

scritto da dottorTroy il martedì, 13 marzo 2007,13:06

Ieri sera su canale 5 è stato trasmesso il colossal "Nassirja, per non dimenticare", per la regia di Michele Soavi, con Raul Bova, nei panni del maresciallo Carboni (cazzo tra qualche anno Raul Bova va in pensione con i gradi di generale dei Carabinieri).

A dire il vero, non ce l'ho fatta a vedere tutto il film, anche perchè su Rai sport satellite andava in onda il posticipo del campionato di calcio serie C2 girone C (Cassino-Catanzaro). Nonostante ciò, delle poche scene che ho visto, due mi hanno colpito:

Nella prima, Raul Bova ferma un bambino iracheno che ha rubato della carne in scatola dalla scansia della base italiana (come cazzo fa un bambino iracheno ad entrare in una base super sorvegliata e giungere fino alla mensa  è più misterioso del terzo segreto di Fatima). A differenza di un militare americano, che avrebbe fucilato all'istante il bambino, Raul Bova, in ossequio al luogo comune "Italiani brava gente", lo ferma e gli chiede, in italiano, perchè ha rubato. Il bimbo che pesa all'incirca 15 chili, e si vede che non mangia da una settimana, non risponde, forse perchè non conosce l'italiano. Ma a Raul Bova questo dubbio non viene, e incalza: dove sono i tuoi genitori? Il bambino, che pur non conoscendo l'italiano deve aver sentito numerose barzellette sui carabinieri, abbozza una smorfia, come per dire: brutto stronzo, i miei genitori morti sotto qualche bombardamento e pure se fossero vivi, il mio "furto" sarebbe l'ultimo dei loro problemi.

Nella seconda scena, il grande Bova emula il mitico capitano Ultimo, che tanta gloria gli diede. Siamo davanti ad un seggio elettorale. Gli iracheni accorsi in massa vogliono votare, vogliono godere della democrazia portata dagli USA, ma ad un certo punto i terroristi, cattivi e sporchi, con le barbe a punta e le kefia (ma non erano prorogativa palestinese?) arrivano a bordo di una decina di camionette e seminano il panico. Raul e il suo manipolo di uomini presidiano il seggio, coraggioso, nei secoli fedeli. Tutti si cagano addosso, ma lui non perde la calma. Quando, infine, arrivano i rinforzi, la scena raggiunge il climax: Raul Bova si avvia verso verso i miliziani, posa il fucile a terra, si toglie l'elmetto e gli spiega la democrazie, il tutto in italiano con qualche parola di inglese.

Che dio ti benedica, Raul Bova e grazie TaoDue per averci regalato questo meraviglioso film privo di luoghi comuni e di cazzate sulla guerra italiana in Iraq. Il giusto riconoscimento per gli "eroi" di Nassirja.  

categoria: cinema, cazzate, satira
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superman non è coraggioso

scritto da dottorTroy il lunedì, 12 febbraio 2007,14:58
Ieri passeggiavo con la mia ragazza per le via del centro di Roma. Un sacco di bambini in maschera, coriandoli e stelle filanti dappertutto. Principi e principesse, tigrotti e fatine, supereroi di ogni genere, tranne superman. C'era Hulk, incredibile, c'era Zorro, Batman, Wolverine. Mancava solo Superman. All'inzio mi è parso strano che uno dei superoi più popolari dell'etere (dal film "Superman returns" alla fortunata serie "Smalville") non fosse particolarmente apprezzato dai più piccoli. Ci ho riflettuto sopra un attimo e finalmente ho capito.
I bambini sotto i 10 anni sono tremendamente più svegli e intelligenti degli adulti. Hanno una specie di sesto senso che permette loro di individuare al volo le teste di cazzo, e Superman è una testa di cazzo.
Superman è il supereroe più buono, bravo, bello, sicuro (e quindi noioso) di tutta la popolazione dei supereroi. In confronto a lui Batman non è un eroe del Bene, è una patologia; e Wolverine un filosofo nichilista. Lui ha poteri smisurati, con un rutto potrebbe cancellare il genere umano dalla faccia della terra e conduce un'esistenza misera e meschina in una fattoria sperduta nella campagna americana. Potrebbe essere l'idolo delle folle se impiegasse i suoi poteri in uno qualsiasi dei tanti sport e così trombarsi le meglio fighette del pianeta, invece di spasimare dietro una che nemmneo lo guarda. Una che gli preferesce Lex Luthor perchè ha la moneta. Ma Superman non concepisce simili bassezze, lui è un mix di attivismo calvinista e senso di colpa cattolico, il perfetto il mito americano.
Superman è perfetto. I bambini sanno che quando una cosa appare perfetta, sotto sotto, c'è sempre del marcio. I bambini non sono mica coglioni. A loro piacciono gli eroi veri, quelli con le palle quadrate, umani, ma non troppo, quelli coraggiosi. Superman non è coraggioso
categoria: cinema, satira
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scritto da dottorTroy il giovedì, 08 febbraio 2007,22:59


Trainspotting

Choose life. Choose a job. Choose a career. Choose a family. Choose a fucking big television, Choose washing machines, cars, compact disc players, and electrical tin openers. Choose good health, low cholesterol and dental insurance. Choose fixed- interest mortgage repayments. Choose a starter home. Choose your friends. Choose leisure wear and matching luggage. Choose a three piece suite on hire purchase in a range of fucking fabrics. Choose DIY and wondering who you are on a Sunday morning. Choose sitting on that couch watching mind-numbing sprit- crushing game shows, stuffing fucking junk food into your mouth. Choose rotting away at the end of it all, pishing you last in a miserable home, nothing more than an embarrassment to the selfish, fucked-up brats you have spawned to replace yourself. Choose your future. Choose life... But why would I want to do a thing like that?

Sarà che ho sempre avuto un debole per i film ambientati nella periferia inglese, sarà che Iggy Pop è quanto di più vicino ci sia al concetto di dio, sarà che Danny Boyle, ad eccezione di quella merdata di "The beach", non ha sbagliato un colpo, sarà che Irvine Welsh dopo questo romanzo non è riuscito più a scrivere niente allo stesso livello (pur rimanendo uno dei miei scrittori preferiti), sarà che Ewan Mc Gregor, dopo Sean Connery, è il milgior attore scozzese, sarà che tutto sommato, alla fine ci fa comodo scelgiere di non scelgiere...

So why did I do it? I could offer a million answers, all false. The truth is that I'm a bad person, but that's going to change, I'm going to change. This is the last of this sort of thing. I'm cleaning up and I'm moving on, going straight and choosing life. I'm looking forward to it already. I'm going to be just like you: the job, the family, the fucking big television, the washing machine, the car, the compact disc and electrical tin opener, good health, low cholesterol, dental insurance, mortgage, starter home, leisurewear, luggage, three-piece suite, DIY, game shows, junk food, children, walks in the park, nine to five, good at golf, washing the car, choice of sweaters, family Christmas, indexed pension, tax exemption, clearing the gutters, getting by, looking ahead, to the day you die.
categoria: cinema
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