scritto da dottorTroy il venerdì, 30 marzo 2007,14:17

                                                              'N SORISO

                      Che me costava 'n soriso ieri,
                                sulla porta
                      quando tu, delicata e ingenua,
                     m'hai portato le MS senza firtro
                          'nvece de e Marboro???

                   Che me costava 'n soriso all'incrocio
                       Quando na' vecchietta bacucca
                        M'ha attraversato cor rosso
                    E m'è toccato inchiodà de brutto??

                         Che me costava 'n soriso
                      Alla cassiera der supermercato
                           Quanno stavo a pagà.
                        Dopo che pè dimme du' euri
               M'ha sputato sui facioli e sulli pommodori??

                                'N Soriso,
                                 dimoselo,
                  nun se fa fatica a fa 'n soriso.....!!!

                 E stasera quanno magnerò la pasta scotta
                  Penzando che l'hai fatta colle mani tue
                             Dorci e delicate,
                   che me costerebbe fatte 'n soriso???

                             E ar collega mio
                         Che la matina ariva tardi
                    E nun fa un cazzo tutto er giorno,
                   che me costerebbe a faje 'n soriso???

                     E anche a sto stronzo puzzolente
                  Che me sta a pistà er callo de continuo
         Mentre sto su 'a metro de ritorno stanco morto de lavoro,
               nun me costerebbe niente faje 'n soriso.....

                         Come pure ar capufficio,
                     che rompe li cojoni de continuo,
                che me costerebbe faje 'n soriso.......!!!

                Certo nun me costerebbe proprio niente.....

                          ......Ma.....perchè....
        ...se li mannassi AFFANCULO me costerebbe qualche cosa????

Anonimo romano

categoria: cazzate, satira
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La repubblica dei "non so"

scritto da dottorTroy il giovedì, 29 marzo 2007,12:34

Ogni volta che leggo un sondaggio mi viene un travaso di bile. Avete mai fatto caso che a prescindere dalla domanda che viene posta c'è sempre una quota di persone che rispondono "non so".

Provate a chiedere, qualsiasi cosa, anche la più assurda, del tipo: "Avete mai seviziato ed ucciso una persona?" Probabilmente la maggior parte delle persone, un buon 90%, vi risponderà di no. Un 2%, sicuro dell'anonimato, vi dirà "si, e mi sono anche divertito", ma sono sicuro che ci sarà almeno un 8% che vi dirà "non so".

I “non so” sono ovunque. Sono i paladini del “non giudicare”. O meglio, loro non rispettano tale regola, semplicemente la ripetono all’infinito, tanto è sporca la loro coscienza e tanto si augurano che non tocchi a loro di venire giudicati. Non gli conviene.

Non giudicare è il modo migliore per potere vivere da veri infami, è la chiave per poter commettere ogni nefandezza. La televisione è il ring, dove si impara a comportarsi così.

E' innegabile che esiste una fetta di umanità che non si sa bene cosa sia, ma intanto balla, fa festa continuamente, reclama superficialità (non leggerezza) e si diverte.

Come dire, “Ok siamo all’inferno, ma intanto pompa sta canzonetta che mi piace tanto…”.
Insomma uno strato sociale che è disposto a commuoversi per tutto ma a muoversi per nulla, che adora compatire ma non è disposto a patire, una categoria pronta a piagnucolare se fallisce l’harem felino di una gattara di periferia ma che se ne sbatte di ogni essere umano realmente solo e disperato.

categoria: politica, sfogo, satira
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scritto da dottorTroy il mercoledì, 28 marzo 2007,14:40

Nei primi anni '90 ero un accanito lettore della rivista satirica "cuore". Mi divertiva un mondo quel modo così particolare di vedere la politica, l'attualità, i costumi sociali. Con la fine della prima repubblica, l'avvento del berlusconismo e il ciclone tangentopoli, anche cuore sparì.

Tra le iniziative più carine ce n'era una in particolare che riscuoteva molto successo. Si trattava di stilare una classifica con le cinque cose che i lettori ritenevano più importanti (Bonolis, da quel gran paraculo che è, ha saputo riesumare l'idea ed è riuscitro a farci un programma attorno!!!).

Anch'io stilai la mia classifica, a quindici anni:

1) La fica;

2) L'inter;

3) La musica;

4) Gli amici; 

5) La famiglia;

A distanza di quasi quindici anni la mia classifica attuale sarebbe:

1) Gli affetti;

2) L'arte;

3) Me stesso;

4) La serenità;

5) Una passeggiata all'aria aperta;

Qual'è la vostra classifica?

categoria: cazzate, riflessione
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scritto da dottorTroy il martedì, 27 marzo 2007,11:37

Chi non conosce ebay, l'ormai mitico sito di aste online diffuso su tre quarti del pianeta. Su ebay puoi comprare di tutto, dal calco dell'uccello di Rocco Siffredi al tupet utilizzato da Silvio Berlusconi prima del trapianto di capelli.

Un vero e proprio bazar dell'incredibile. State cercando il cartone animato che andava in onda mentre perdevate la verginità da adolescenti? Lo trovate su ebay. Avete problemi di erezione, eiuculazione precoce o semplicemente difficoltà a trovare una ragazza che non si ancora stata con Sircana? Andate su ebay (oppure su www.morenasex.it!!!).

Ma le meraviglie di ebay non finiscono qui. Sulla spiaggia virtuale più frequentata del pianeta puoi anche mettere in vendita i tuoi oggetti. Dallo stereo rubato nella macchina del vicino di casa, ai video che ti riprendono mentre fai sesso con la tua ex ragazza. Ogni cosa ha mercato, persino le tue scarpe vecchie o le tue mutande sporche. Si avete capito bene, persino le mutande indossate durante la partita di calcetto.

Se non mi credete, andate su www.ebay.it e nella stringa di ricerca digitate le paroline magiche "worn socks" o "worn shoes". Come dei novelli Alì Babà si aprirà dinanzi ai vostri occi il fantastico "sesamo" dei feticisti. Gente disposta a tutto pur di avere i vostri calzini putridi o le vostre scarpe più indecenti.

Molti venditori hanno da tempo fiutato l'affare e infarciscono le aste con le offerte più creative: "Le mie scarpe sono usate, ma c'è ancora molta vita dentro", oppure "ho indossato queste scarpe quando ho fatto sesso per la prima volta". Che dire, la fantasia al potere.

Pensandoci bene, considerato che ho conservato tutte le scarpe da calcio sin da quando ero bambino, per non parlare della moltitudine di calzini bucati e mutande scolorite dall'uso, mi sa che questa è la volta buona che mi compro la moto...

categoria: cazzate, satira
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scritto da dottorTroy il domenica, 25 marzo 2007,12:39
In questi ultimi giorni si è fatto un gran parlare degli ex brigatisti e del loro reinserimento nella vita pubblica dello Stato. In molti hanno sostenuto che, al di là dell'aver espiato la pena, gli ex esponenti della lotta armata non possono ricoprire cariche pubbliche.

Sulla lotta armata e sull'atteggiamento del nostro paese, che sugli anni di piombo non ha mai voluto compiere un  esame onesto - avendo fretta di chiudere nell'oblio una parte di storia scomoda - ho già espresso il mio pensiero. In ogni caso, tutto questo gran parlare, spesso a vanvera, mi ha fatto tornare in mente una storiella cinese che vi racconto:

Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.
Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati.
Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.
Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino:
" Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa" .
La vecchia sorrise: " Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa " .

categoria: politica, sfogo
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The British Invasion

scritto da dottorTroy il venerdì, 23 marzo 2007,10:39

Era l'11 novembre del 1620 quando i sudditi di Sua Maestà britannica, a bordo della Mayflower, approdarono per la prima volta sulle coste del nuovo mondo. Di lì a poco più un secolo, però, la Union Jack sarebbe stata ammainata e il suo posto  preso da una bandiera con 13 stelle, una per ogni colonia che si era proclamata indipendente dalla madre patria.

Dovettere passare altri due secoli prima che i l'Inghilterra potesse nuovamente imporre la propria legge sui territori Nord Americani. Il primo timido assalto alla musica a stelle e striscie lo portò una cantautrice londinese, Dusty Springfield. Il suo singolo "I only want to be with you", un misto di pop e beat, piacque subito oltre oceano, dove già qualche anno prima aveva ottentuo un discreto successo un'altra inglese, Vera Lynn (citata dai Pink Floyd in The Wall). Era solo l'inizio. Qualche mese dopo, nel febbraio del 1964, fecero il loro ingresso trionfale negli Stati Uniti i "fab four". Fu una rivoluzione. L'America di  Chuck Berry, Elvis, Little Richard, Eddie Cochran, Buddy Holly e Muddy Waters dovette fare largo all'irruenza dei quattro di Liverpool. Quegli adolescenti erano stati in grado, combinando la tradizione Blues americana con la "dance hall", "pop" e "celtic folk", di creare, forse senza neanche volerlo, delle melodie particolarmente piacevoli, semplici, ballabili, che si potevano persino canticchiare.

I giovani furono subito contagiati. I Beatles, grazie anche alla presenza di alcuni geni della comunicazione come Geoff Emerick, riuscirono a crearsi un'aurea quasi magica. Scene di isteria collettiva erano la regola al loro passaggio. Trasmissioni televisive tipo "Ed Sullivan Show" non parlavano d'altro. Nelle classifiche di vendite persino mostri come Elvis erano stati scavalcati.

La breccia era aperta. Dall'Inghilterra si riversarono nelle grandi città americane decine di gruppi. Molti rimasero nell'oblio, altri contribuirono a creare l'epopea della musica rock, tra i miei preferiti:The Rolling Stones, The Yardbirds, The Who, The Kinks, e Manfred Mann.

categoria: musica
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The O.C.

scritto da dottorTroy il mercoledì, 21 marzo 2007,11:35

 

Ieri sera sono tornato dal lavoro distrutto. Non avevo neanche fame, mi sono buttato sul letto e ho acceso la tv. In quel momento andava in onda lo spot pubblicitario della famosa serie televisiva "The Oc". Mentre sullo sfondo scorrevano le immagini di posti favolosi, spiagge chilometriche, sole tutto l'anno, classico scenario californiano insomma, una voce affermava in tono piuttosto grave "Ci sono posti in cui realizzare i propri sogni non sempre è possibile", nel frattempo la musichetta dei Phantom Planet sopraffaceva la voce che, ad un certo punto, riprendeva per aggiungere "Questo non è un luogo comune!"

Nella serie televisiva si racconta la storia di un ladruncolo morto di fame che, invece di finire al riformatorio, viene adottato dal suo avvocato, uno talmente pieno di quattrini da fare invidia a Berlusconi che lo accoglie nella sua mega villa in uno dei posti più esclusivi d'America. La sua vicina di casa è una gnocca da paura che non vede l'ora di dargliela. Tutte le ragazze di quel cazzo di posto sono delle fighe mostruose, e sono tutte arrapate. Persino il figlio dell'avvocato, un rincoglionito totale ha il suo seguito in quel posto. Va in giro su un Suv da trecento cavalli, vive per i fatti suoi nella depandance sulla piscina della grande villa dell'avvocato, magna, beve, e dorme a scrocco e non gli manca niente.

Se in un contesto del genere è difficile realizzare i propri sogni, pensa quanto cazzo può essere complicato farlo a Torpignattara. Stai a due passi dai campi nomadi, dove le ragazze più caruccie se la tirano che manco le modelle. Nessuno ti si fila perchè non c'hai un euro, del resto guadagni 700 Euro al mese - pur lavorando dalla mattina alla sera - e 500 li spendi per l'affitto di una topaia di 30 metri quadrati. Vai in giro con una Y10 del 1990, tutta ammaccata, che la gente ti nota solo per il casino che fa la marmitta sfondata. Tutt'al più, se ti dice culo, riesci a rimorchiare la Samantha, nota in tutto il quartiere con il soprannome di "la strappona" riferito alla sua tendenza a fare sesso con ragazzini alle prime armi (che pur di trombare non badano alla circonferenza del suo grosso culo), se invece ti dice non ti resta che un puttan tour sulla Salaria, dove non avendo un centesimo non ti puoi caricare nemmeno un cesso di trans, tipo Patrizia, ma quanto meno ti rifai gli occhi.

Insomma se a Orange County è difficle vivere, nel resto del mondo è un inferno.

categoria: cazzate, televisione, satira
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Mastrogiacomo libero in cambio di Binetti e Follini

scritto da dottorTroy il martedì, 20 marzo 2007,14:46

Finalmente possiamo tirare un sospiro di sollievo: Mastrogiacomo è stato liberato e tra qualche giorno sarà in Italia.

Il Ministro D'Alema ha espresso tutta la sua soddisfazione per come si è svolta la trattiva, ringraziando gli americani di non aver fatto fuoco sulla macchina che trasportava il giornalista di Repubblica.

Sebbene le fonti ufficiali hanno riferito che i contatti con talebani erano tenuti dall'associazione umanitaria Emergency, un'agenzia di stampa, assai vicina a Lele Mora e Fabrizio Corona, ha diffuso le immagini che dimostrerebbero il coinvolgimneto nella vicenda di Luciano Moggi. L'ex dg bianconero, infatti, sembrerebbe aver trattato direttamente lo scambio con i talebani. I termini dell'accordo raggiunto sono i seguenti: al nostro governo sarebbe toccato Mastrogiacono, in cambio ai talebani verrà concesso l'ex ministro Prestigiacomo oltre al prestito gratuito della senatrice Binetti per tutto il tempo che vorranno tenerla.

Il leader dei Talebani si è detto soddisfatto dell'accordo, spiegando che, per le proprie idee innovative in fatto di famiglia e condizione femminile, la Binetti rappresenta esattamente l'acquisto ideale per il Ministero del Burka. Sempre secondo il capo dei ribelli, sarebbero tutt'ora in corso delle trattive per ottenere dal nostro governo anche il senatore Follini, il quale sarebbe impiegato nella difficile opera di ricostituzione del Grande Centro Talebano.

categoria: politica, cazzate, sfogo, satira
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scritto da dottorTroy il lunedì, 19 marzo 2007,14:40

Cesare Battisti è stato arrestato ieri in Brasile. Latitante dal 2004, quando a causa dell'imminente estradizione era scappato dalla Francia, l'ex militante dei Pac aveva fatto perdere le proprie tracce, peregrinando in vari paesi del Sud America. Dietro di lui aveva lasciato la propria dichiarazione di innocenza, contenuta nello splendido libro "Ma cavale" (La mia fuga) e una lettera ai suoi avvocati in cui spiegava " continuerò a battermi affinché sia resa giustizia all'uomo e alla storia''. ''Di fronte al baratro, cosa mi resta?'', aveva scritto. ''Soltanto i miei figli e la sottile possibilità, un giorno forse, di potermi spiegare sulle mie responsabilità politiche e di tornare infine su quel passato che l'Italia vorrebbe, mi pare, seppellire per sempre, al prezzo di una contraffazione storica''.

Chi conosce la vicenda giudiziaria di Cesare Battisti è al corrente delle mille contraddizioni del suo processo. Del fatto che, solo dopo numerosi anni, a causa della testimonianza  di un pentito, resa in contumacia (quindi senza le necessarie garanzie del contradditorio - pessima scelta quella di Cesare di rinunciare a difendersi) è stato accusato di ben quattro omicidi. Purtroppo, si tratta di una dinamica procesuale già nota (le coincidenze con il caso Sofri sono diverse), emblematica di uno Stato che non ha voglia di fare chiarezza su una delle stagioni più buie della sua storia (basta vedere a che punto siano i giudizi sulla strage di Piazza Fontana o della Stazione di Bologna). Di uno Stato che  vuole cancellare due decenni della propria vita politica e sociale in cambio di un sereno oblio delle coscienze più sensibili.

Purtroppo, o per fortuna, ciò non è possibile. Senza Giustizia, quella vera, non c'è pace. La tanto sospirata pacificazione sociale che la politica attuale si vanta di aver propriziato è un'illusione. La quiete prima di un'inevitabile tempesta che potrebbe scatenarsi laddove non ci sarà la concreta volontà di intervenire per placare la sete di giustizia sociale dei dimenticati. Gli stessi per cui credevano di combattere Cesare Battisti e le decine di altri giovani che, in ossequio ad una visione distorta della realtà, hanno creduto necessario sacrificare le proprie esistenze per un ideale spesso irraggiungibile. 

categoria: politica
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Byrds (The)

scritto da dottorTroy il venerdì, 16 marzo 2007,14:56

 

E' un lavoro sporco ma qualcuno lo deve pur fare. Insomma ho deciso di dedicare il post del venerdì alla Musica. Non ho la presunzione di fare critica, non ne sono in grado. Voglio solo raccontare qualche frammento della storia contemporanea attraverso la più sconvolgente rivoluzione culturale della storia: il Rock. Molti danno la loro versione della realtà attraverso gli occhiali della politica, della religione, dei c.d. massimi sistemi (ma che cazzo so sti massimi sistemi?), io, che adoro la musica, voglio farlo attraverso l'arte di Euterpe e di Polimnia.

Come ogni storia che si rispetti, quindi, è necessario partire dall'inzio. Oddio, non proprio dall'inizio inizio, anche perchè tra tutti i figli ignoti della storia, il Rock è quello i cui natali sono più misteriosi. Voglio partire dal 1964, l'anno in cui tre ragazzi californiani, David Crosby, Gene Clark e Jim McGuinn (successivamente cambio il nome in Roger), decisero di metter su una band. Subito dopo si unirono a loro il bassita Chris Hillman e il batterista Michael Clarke. Quasi tutti avevano alle spalle precedenti esperienze in altre formazioni, e questo conferì allo stile dei Byrds quella particolare eterogeneità che li ha resi immortali.

Il '64 fu un anno strano per la musica USA: da un lato c'era il fenomeno Rock 'n Roll, Elvis faceva impazzire le folle, e dall'altro si assisteva alla British Invasion. I Byrds furono la prima credibile alternativa ai Beatles & co.. Essi imposero immediatamente il loro imprinting sul neonato movimento rock. Crearono melodie in cui si amalgamavano alla perfezione elementi folk, country e psichedelici (sdoganarono per primi il Rickenbacker, una specie di sitar a 12 corde che venne largamente usato negli ambienti psichedelici degli anni 60). Le loro rivisitazioni di celebri canzoni quali "Mr Tambourine man" oppure "The Bells Of Rhymney" di Pete Seeger, riscossero più successo delle canzoni originali. Lo stesso George Harrison (The Beatles) dichiarò che la sua "If I Needed Someone" era stata fortemente ispirata dalla versione dei Byrds di "The Bells of Rhymney."

Gli epigoni, o più spesso, vili imitatori dei Byrds si contano a centinaia, tanto da far dire al mitico Lester Bangs (il più famoso e autorevole critico musicale rock della storia) che senza "I am a Man" dei Byrds (da cui i Count Five,copiarono spudoramente il riff per creare "Psycotic reaction" il loro più grande successo!!!) il movimento rock sarebbe morto ancora prima di muovere i primi passi. Insomma, si può tranquillamente dire che i Byrds stanno alla musica rock esattamente come Dante sta alla lingua italiana.

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