Forse non sapete che...

scritto da dottorTroy il giovedì, 12 novembre 2009,10:17

La regola:

Nella prossima finanziaria ci sarà una norma secondo cui tutti i processi tributari in cui l'imputato abbia avuto ragione in primo e in secondo grado potranno chiudersi d'emblée con una transazione del 5% sulla cifra complessiva dovuta.

La furbata:

Berlusconi ha un contenzioso di 400 miliardi di vecchie lire con l'Agenzia delle Entrate che nei prossimi verrà discussa in Cassazione. In primo e secondo grado Silvio ha vinto. Traete le vostre considerazioni.

Adesso, se vi va, leggete l'articolo, di cui nessuno parla...


http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-14/lodo-cassazione/lodo-cassazione.html
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Embryonic - Flaming Lips

scritto da dottorTroy il mercoledì, 11 novembre 2009,12:55
Quando lavoro ascolto sempre la musica, aiuta a concentrarmi e allo stesso tempo mi tiene compagnia.

Stamattina ho messo su Embryonic, l'ultimo album dei Flaming Lips e per un'oretta circa non sono stato in grado di fare nient'altro che ascoltare.
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I commenti de "Il Giornale"

scritto da dottorTroy il giovedì, 22 ottobre 2009,10:45
Da qualche settimana ho preso un pericoloso vizio: leggere i commenti che i lettori de "Il Giornale" lasciano in calce agli articoli pubblicati nella versione on line del quotidiano.

All'inizio pensavo fosse una cosa innocua ma, lentamente ho inziato a manifiestare i primi sintomi della dipendenza. Pensavo "tanto smetto quando voglio", invece col tempo mi sono trovavo sempre più immerso nella spirale. Oggi sono un uomo distrutto, non riesco più a fare a meno dei "miei commenti". Nulla riesce più a farmi ridere. Solo i commenti di questi cerebrolesi.

Vi riporto qualche chicca
in merito alla cazzate mediatica circa il gruppo che su Facebook auspica la morte di Berlusconi, così potrete anche voi farvi un'idea (i commenti sono trascritti esattamente come sono pubblicati, così potrete apprezzare anche la grammatica e la sintassi della lingua italiana).


voce nel deserto, il 22.10.09 alle ore 3:46 scrive:
Se sorgerà una nuova stagione di terrore in Italia,la responsabilità sarà tutta del Partito Democratico e dell'Italia dei Valori,partiti che coscientemente o incoscientemente stanno dando fuoco alle polveri della destabilizzazione sociale.

(Cazzo, mi sembra di vedere Franceschini con l'eskimo....)


tinello, il 22.10.09 alle ore 0:59 scrive:

Be che dire,ora Republica sta' realizando il suo sogno riuscire a creare un gruppo di ribelli di anticostituzionalisti ,castristi,gente che veramente vuole solo in potere,il massimo dell'indecenza e dell'incivilta',capitanati da testate giornalistiche che tutti conosco.Infiammare la frangia piu' marcia di un paese quelle che sentendosi lo scarto e,la parte non utile,quella che tutti rifiutano.Dopo le previsioni del mago baffetto,ora si capisce cosa che cosa ci si puo' aspetare

(La cosa più rivoluazionaria che Repubblica ha fatto negli ultimi 40 anni è stata chiedere - a uno incriminato per una varietà di reati tali da coprire quasi tutto il Codice Penale -
con chi scopa)

eloi, il 21.10.09 alle ore 20:48 scrive:
Ricordate l'attentato a Togliatti? L'Italia fu salvata da Gino Bartali. Lascio a Voi ulteriori riflessioni.

(incrociamo le dita e speriamo che l'Inter vinca la champions league?)

silvio-silvio, il 21.10.09 alle ore 18:41 scrive:
"magari poi finisce che dicono che è stato Silvio a scrivere quei commenti ! Concordo ed aggiungo lo ha fatto per fare chiudere facebook e comprarla (questo è un suggerimento x i sinistroidi)"

Complottista


Non vi basta? Bè allora dovrete andare ogni giorni sul sito del quotidiano della "famiglia" Berlusconi e leggere, a vostro rischio e pericolo, anche gli editoriali di Feltri, ma attenti: crea dipendenza!!
 

 


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La democrazia e i Galli (Bastardi senza gloria)

scritto da dottorTroy il venerdì, 09 ottobre 2009,10:04
Ho letto, guardato e ascoltato tutto quanto accaduto in questo povero disgraziato paese negli ultimi 10 giorni. Ho assistito sgomento alla distruzione di una democrazia e al vilipendio di tutti i valori civici ai quali sono stato educato e nei quali mi riconosco.

2.10.2009

Con la stessa faccia tosta che ostentano da decenni, il comitato d'affari PD - PDL approva lo scudo fiscale. L'ennesimo. Non solo si consente a ricchisimi evasori fiscali di far rientrare i propri capitali dai paradisi in cui giacciono (pagando un'irrosoria imposta del 5%), ma si chiudono tutti e due gli occhi sulla provenienza dei quei soldi.
Esempio n. 1: Il clan dei Casalesi ha accumulato una fortuna alle Cayman o a Singapore, ma non ne può disporre nel territorio della Repubblica se non a seguito di complesse operazioni di riciclaggio. Grazie allo scudo non deve più porsi tanti problemi. Si inventa un prestanome, va in banca, paga il 5% (meno di quanto costa riciclare il denaro) e riporta i suoi soldi a casa senza troppe domande.
Esempio n. 2: Il ricco imprenditore padano che grazie a società off shore ha accumulato fortune alle Bahamas evadendo il fisco, va in banca, paga il 5% e il gioco è fatto. Lui lo può fare, l'operaio della sua fabbrica che arriva a malapena a fine mese no. Il povero cristo deve pagare un'imposta sul redddito pari ad almeno il 27% di quanto percepito, più i contributi previdenziali e altri balzelli regionali.

3.10.2009

Il Tribunale di Milano condanna Fininvest a risarcire CIR di tutti i danni patiti a causa dello "scippo" Mondadori. Il giudice Mesiano, partendo dalle risultanze dei vari giudizi penali sul caso "Lodo Mondadori" - in cui è stata accertata la corruzione di un giudice della Corte d'Appello di Roma con soldi provenienti dalla Fininvest - stabilisce un risarcimento a favore di CIR di 750.000.000 di euro.
Si scatena il putiferio.
Tutti gli uomini del presidente scendono sul piede di guerra per difendere i quattrini del grande capo. I vari esponenti politici di Lega e PDL fanno a gara a chi dice più cazzate. Bossi minaccia addirittura la discesa dalle Alpi dei Galli, dei Cimbri e dei Teuton.i Tutti invocano il complotto contro il capo, dimentichi del fatto che BERLUSCONI NON HA PIU' INTERESSI IN FININVEST, o per lo meno è quello che il centrodestra ripete ogni volta che si agita lo spettro del conflitto di interesse....

7.10.2009

Il lodo Alfano, la prima legge approvata da questa maggioranza in soli 40 giorni, è dichiarata incostituzionale. Siamo al parossismo. La difesa del premier da lezioni di diritto costituzionale:

Ghedini: "La legge è uguale per tutti, non la sua applicazione"

Pecorella: "Il premier è primus super pares"

L'Avvocato dello Stato (?): Se il lodo viene bocciato si rischia la caduta del governo.

Il Marchese del Grillo: "Lui è lui e voi non siete un cazzo"

Calamandrei, Mortati, Terracini, etc, si rivoltano nella tomba.

8.10.2009

Berlusconi a ruota libera: Corte Costituzionale di sinistra, Presidente della Repubblica di sinistra, giornalisti (per lo meno il 72% stando a quello che dice lui) di sinistra, comici di sinistra. Si salva solo Franceschini.
A padrone proprio non va giù che qualcuno si possa mettere di traverso tra lui e l'azienda Italia. Perchè per lui questo paese è solo una delle sue tante società. E nelle società l'amministratore che è anche socio di maggioranza (lui dice di avere il consenso della maggioranza del "popolo") fa come cazzo gli pare, senza giudici o rompicolgioni che si intromettano.

Questo in sintesi lo spettacolo inglorioso a cui ho assistito.
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Compagno Placido

scritto da dottorTroy il giovedì, 10 settembre 2009,09:30

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Rifiuti: arriva Thor, il sistema di riciclaggio ‘indifferenziato’

scritto da dottorTroy il venerdì, 04 settembre 2009,15:38

Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.

Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.

Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.

“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno.

Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.

L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.

“Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale”, spiega Paolo Plescia. “Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor. Quanto al calore, i rifiuti che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300 chilocalorie”.

Un esempio concreto delle sue possibilità? “Un’area urbana di 5000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi”, informa il ricercatore. “Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile”. Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile”.

Un’altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l’acqua potabile, consiste nell’utilizzazione dell’energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani.

Roma, 7 gennaio 2008

La scheda
Che cosa: Thor (Total house waste recycling) sistema per il recupero e la raffinazione dei rifiuti solidi urbani
Chi: Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr
Per informazioni: Paolo Plescia, Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr, tel. 06.90672826, e-mail: paolo.plescia@ismn.cnr.it, p.plescia@assing.it

Ufficio Stampa Cnr Rosanna Dassisti
tel. 06.4993.3588
rosanna.dassisti@cnr.it

categoria: ecologia
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Lingchi - La morte dei mille tagli

scritto da dottorTroy il martedì, 01 settembre 2009,18:09


Lingchi si riferisce ad una brutale tortura cinese comprendente l’esecuzione di mille tagli sul corpo del condannato a morte che, qualora fosse deceduto prima dell’ultimo taglio, avrebbe persino comportato la condanna del suo boia. Secondo le testimonianze, all’esecuzione prendeva parte anche una cruenta folla pronta a raccogliere sangue e brandelli di carne del condannato, successivamente utilizzati a scopo medicinale. A lungo praticata in Cina e abolita definitivamente solo nel 1905, questa feroce tortura fu immortalata dallo scatto fotografico di uno sconosciuto antropologo occidentale o secondo altri di un soldato francese, prima di esser pubblicata in un set di cartoline dal titolo Les supplices chinois, a cui seguì la stampa all’interno del libro di Louis Carpeaux, Pekin qui s’en va, del 1913 e infine nel Traité de psychologie del 1923 di George Dumas. Ma la testimonianza fotografica acquisì interesse internazionale solo con Georges Bataille che la utilizzò a chiusa del suo ultimo studio sull’erotismo, Les larmes d’eros, del 1961, con cui affrontò la problematica relativa all’identità dei contrari e in particolare all’estasi religiosa e all’orrore estremo.

L'Aquila di cemento. Il presente dilatato dell'Abruzzo

scritto da dottorTroy il domenica, 30 agosto 2009,14:17
tratto da Carmilla on line


Caro, mio vecchio Abruzzo... quante ne hai passate!

Il mio Abruzzo è sopravvissuto ai romani, sapete? Quelli micidiali, delle legioni, e delle testuggini.
Quelli del Gladiatore, avete presente? Il mio caro, vecchio Abruzzo era alleato con loro, eppure sentiva di non essere trattato come meritava. Pensate che abbia timidamente protestato? No! Ha osato sfidare le legioni in battaglia, e ha ottenuto da loro la piena cittadinanza romana. Corfinio, la prima vera capitale d'Italia...

Il mio Abruzzo è sopravvissuto anche alle lotte tra Papato e Impero.
A Tagliacozzo l'aquila imperiale degli Hohenstaufen tramontò per sempre, e un'altra Aquila sorse lì vicino da quelle ceneri, un’Aquila fatta non di piume, ma di mura, chiese e fontane! L'Aquila, nata per essere l'antiroma sveva, poi rimasta sempre fedele agli angioini, il loro estremo baluardo settentrionale contro gli Stati della Chiesa, tuttavia autonomo nell’amministrazione, praticamente un libero comune.

Il mio Abruzzo è sopravvissuto al vicereame spagnolo e alle continue incursioni dei pirati turchi lungo le sue coste. L'Aquila è sopravvissuta alla totale distruzione del terremoto del 1703, ed è tornata a essere quel gioiello di città che è sempre stata. Il mio Abruzzo ha servito fedelmente il Regno delle due Sicilie, resistendo fino all'ultimo uomo nella fortezza di Civitella, ma dopo l'unificazione, con altrettanta lealtà, ha saputo servire il Re piemontese.

Il mio Abruzzo è sopravvissuto alla miseria dell'ottocento, ha gremito dei suoi figli
le Americhe del nord e del sud, ha sparso i suoi contadini per i campi d'Australia, ha riempito le cave del Belgio con il sudore dei suoi minatori. Nel frattempo, pur dal grembo di una terra così amara, i fiori sono iniziati a spuntare. D'Annunzio, Flaiano, Michetti, Corradino D'Ascanio... persino John Fante, figlio remoto di una terra così povera.

Mentre la prima guerra mondiale schiacciava come formiche i suoi figli migliori, il terremoto della Marsica esigeva dal mio Abruzzo altri ventimila sacrifici. Ad Avezzano, si salvarono solo in 300 su 11.000. Non erano niente, ma insieme hanno ricostruito e ricominciato: adesso Avezzano conta 40.000 abitanti.

Non era un esito scontato.
Non lo è mai.

Il mio Abruzzo è sopravvissuto anche alla seconda guerra mondiale: la Linea Gustav passava lungo il Sangro, un fiume doppiamente di sangue. Seimila morti nel solo bombardamento di Pescara, Ortona teatro di una battaglia urbana durissima casa per casa, durata mesi: la Stalingrado d'Italia. Il terrore nazista: l'eccidio di Onna, di Pietransieri. Francavilla al Mare, Roccaraso, Orsogna, Tollo, completamente dinamitate, le pietre millenarie fatte saltare in aria. La distruzione fu semplicemente inimmaginabile: ma nella rovina ci fu anche la Brigata Maiella, la prima formazione partigiana d'Italia.

I semi di una rinascita.
Noi siamo sopravvissuti a quell’orrore, e l'Italia con noi!

Nel dopoguerra, il mio Abruzzo si è ripreso: ha costruito infrastrutture, porti, aeroporti, autostrade, da paese meridionale e agricolo è riuscito finalmente a industrializzarsi, ad abbattere fino al 7 per cento il proprio tasso di disoccupazione. Qualche anno fa, è riuscito a uscire dall’obiettivo uno del piano d'aiuti della Comunità Europea: il meritato premio di cinquant’anni di sacrifici.

Insomma: il mio Abruzzo ce l'ha sempre fatta, e dalle sue mille distruzioni è sempre risorto più bello di prima, perché ha sempre creduto nel futuro.

E adesso?

Dopo quel terribile sei aprile? Adesso non so se ce la potrà fare.
Non questa volta, militarizzato da questi uomini privi di idee, privi di qualsiasi orizzonte che non sia un presente ultradilatato. I terremotati esibiti come martiri, per acchiappare alla rinfusa consensi, e mostrare la forza di uno Stato che fa colare ancora più cemento, ancora più in fretta. L'impero dei turbopalazzinari: il provvisorio che diventa sepolcro definitivo di ogni bellezza. C'è solo il presente, e c'è l'emergenza. E' la parola che preferiscono, l'emergenza, la parola che conduce nell'anomia più totale, nella mancanza di qualsiasi rispetto verso il territorio, le persone, la storia.
L'Emergenza. Emergenza zingari, emergenza alcool, emergenza terremoto. Emergenza fortino della droga a Milano. Da domani, potete scommetterci, emergenza Rave.

E' tutta una emergenza. Ci prosperano, nelle emergenze. Con l'alibi dell'emergenza possono fare tutto quello che vogliono. Nessuno che si chieda mai come nascono le emergenze.

Guardate qui, e inorridite.

Questo è quello che preparano per tutti noi. Provvisori? No. Definitivi. Benvenuti all’Aquila Due. Se scrivo ai giornali, sarà possibile avere una emergenza Bellezza? La Bellezza secolare delle valli e dei monti, dei borghi e dei castelli, è tutto per noi, cazzo, e loro ci stanno sputando sopra.
Senza il faro della bellezza è un eterno precipitare in un oceano viscoso di cemento, graffiati
dall'alluminio delle verande. La bellezza ha una dimensione innanzitutto morale e civile.
Questo è il futuro del mio Abruzzo, l'Abruzzo che è sopravvissuto a tutto, ma che forse non può sopravvivere a Berlusconi.


N.B. Durante il devastante terremoto aquilano del 1703, persino l'autorità vicereale spagnola, non quindi esattamente quel genere di governo illuminato che la storia cita a esempio, aveva avuto l'intelligenza di costruire baracche di legno prima di procedere all'effettiva ricostruzione cittadina. La ricostruzione, infatti, sarebbe dovuta avvenire nei giusti tempi e ponderando con attenzione le scelte urbanistica. E’ amaro constatare che persino gli stranieri invasori hanno saputo amare questo paese più degli italiani.

N.V.B. (Nota Veramente Bene) I volontari, della protezione civile e non, santi subito. Non è certo indirizzata contro di loro la nostra preoccupazione.

scritto da dottorTroy il mercoledì, 05 agosto 2009,12:01
Adoro leggere.

Perdermi tra mondi immaginari e, forse, più reali di quelli in cui vivo. Scoprire tra le righe di Pynchon, Lillo o Roth un'empatia al limite della mimesi. Scorrere, come in apnea, centinaia di righe, una dopo l'altra come un esercizio ipnotico senza fine.

Adoro i libri.

La loro fisicità regolare, perfino banale. La semplicità dello sfogliare una pagina dietro l'altra con il leggero tocco dell'indice della mano destra sulla superficie rugosa del foglio. Ingannati dalla promessa di una risposta che sfugge alla comprensione.


 
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Italia: con una bella dormita passa tutto

scritto da dottorTroy il mercoledì, 29 luglio 2009,18:28

da El País del 10.7.2009

Chiunque ami l’Italia e goda del singolare privilegio di non essere direttamente coinvolto in uno dei suoi mille giochi di potere, si vede obbligato ad assistere a una gravissima malattia. È proprio la democrazia, la più bella espressione dell’Italia dall’unità nazionale, ciò che stanno distruggendo mentre ripetute iniezioni di cortisone inibiscono la visibilità della devastazione dei suoi tratti. Il tarlo che sta corrodendo l’Italia è il berlusconismo.

Ciò che in realtà ha più importanza non è se l’attuale presidente del Consiglio frequenti ragazze minorenni come Noemi, prostitute di notte o prelati di giorno, ma il fatto che ci siano moltissimi italiani che ignorano tutto questo.

Da circa due mesi e mezzo una parte d’Italia è venuta al corrente delle amicizie notturne e festaiole del Cavaliere e del fatto che la stampa internazionale se ne occupa, ma sono tanti coloro i quali non sanno nulla e che quindi non possono giudicare.

Se uno passeggia per un capoluogo di provincia qualsiasi, noterà subito che le abitudini del Presidente del Consiglio non solo sono sconosciute ma, una volta spiegate, non sono credute.

Le argomentazioni sono di questo tipo: “Una persona come lui, come fa ad andare a puttane!”. La provincia italiana, tuttavia, risulta ancora sana quando afferma indignata che: “andare a puttane è immorale!” e, invitata ad informarsi in internet, promette: “Lo farò, non dubiti!”.

Chi risponde in questo modo sono i giovani della febbre del sabato sera, quelli che lavorano come operai, artigiani o apprendisti: le nuove generazioni che possono vivere senza informazione quotidiana o che, al massimo, si nutrono di telegiornali del primo canale RAI.

Ed è a tal proposito che il problema democratico si collega con il conflitto d’ interessi che vede Berlusconi diretto proprietario delle tre reti televisive nazionali (Canale 5, Rete 4 e Italia 1) alle quali bisogna aggiungere altre due reti pubbliche sotto il suo controllo governativo (RAI 1 e RAI 2) così come l’influenza che la Presidenza del Consiglio può esercitare sulle altre reti private in virtù del regime di concessioni pubbliche (La 7).

Anche l’invito rivolto agli imprenditori perchè si astengano dallo stipulare contratti pubblicitari con il quotidiano che più insiste nelle indagini sulle feste berlusconiane (La Repubblica) ha un certo peso perché giunge dal capo del governo.

D’altro canto tra gli italiani che “sanno”, una non bassa percentuale crede che le amicizie del presidente del consiglio siano faccende private e quindi non meritevoli di così tanta insistenza mediatica e neanche particolarmente riprovevoli.

Sono quelli che ricordano che, nelle istituzioni, sono stati eletti gay imbarazzanti, stelle del porno in abiti succinti e transessuali che tentennano davanti alla porta del bagno. Sono le stesse persone che sostengono di essere orgogliosi di un presidente con così tanto testosterone.

Alcuni particolari, anche storici, dei suddetti, non passano loro nemmeno per la testa e si consolano con la scusa del male minore.

L’insieme di queste due categorie di italiani, quelli che non sanno e quelli che si consolano, costituisce la maggioranza e dà a Silvio Berlusconi il permesso di rispondere, quando gli si chiede delle sue abitudini, che lui è fatto così e che il 61% degli italiani lo giudica positivamente. Eppure questa maggioranza non si rende conto di aver contratto la metastasi della corruzione.

È questa corruzione della totale permissività che dalla sfera pubblica dilaga nella sfera privata, permettendo che coniugi infedeli si sopportino senza che ci sia mai nessun chiarimento e permettendo che ci siano tanti figli disorientati senza che nessuno si ponga mai il problema della loro insoddisfazione.

È questa corruzione che dilaga con impazienza oltrpassando le regole, violando costantemente i limiti di velocità e i diritti dei pedoni considerati praticamente meri birilli da buttar giù; ammettendo il parcheggio in doppia fila o sui marciapiedi.

È questa corruzione che nega agli insegnanti e ai docenti l’autorità dello Stato perché le istituzioni universitarie ed ospedaliere mostrano nelle loro nomine un clientelismo che va oltre la decenza.

È questa corruzione che si compiace dell’avasione fiscale e vende il proprio voto elettorale; che costruisce abusivamente sperando in un condono edilizio che prima o poi arriverà. Se approvano lo scudo fiscale per i ricchi, perché non approvare un condono edilizio per due mattoni messi sulla spiaggia!

Menzogna dopo menzogna, le bugie dello Stato si estendono su ogni fronte senza alcun interesse nei confronti di ciò che non sia potere fine a sé stesso e proprio interesse.

Il rifiuto nei confronti degli africani ha luogo senza la minima selezione di chi potrebbe chiedere il diritto di asilo, suscitando un allarme internazionale: e cosa importa? Ci sono le elezioni e la Lega Nord deve piazzare la sua bandierina sulla pelle dei più poveri al mondo.

E per non smentirsi il Cavaliere si lamenta del fatto che Milano è diventata una città africana. Poi, il giorno dopo, stringe la mano a Obama. Cosa si sarebbe potuto aspettare se non un caffè?

La corruzione dei costumi passa dalla sfera privata a quella pubblica e la pressione della stampa sul Noemigate non si é ancora attenuata, che già altri scandali vengono proposti alla pubblica attenzione.

Berlusconi è stato accusato di aver pagato la falsa testimonianza dell’avvocato inglese David Mills in un processo su un giro di denaro sporco che sembra ricondurre a chi, per la terza volta, è stato eletto capo del Governo nel 2008.

La prima cosa che fa il Parlamento dei nominati dai partiti (non dagli eletti dal popolo) è votare con fulminea rapidità una legge che lascia indenne il presidente del Consiglio dai processi penali in corso: la legge passa alla storia come Lodo Alfano dal nome del ministro della Giustizia che l’ha proposta.

Il processo Mills si divide in due rami: quello che riguarda Mills si è concluso da poco con la condanna dell’avvocato; quello che riguarda Berlusconi viene interrotto con il rinvio del Lodo Alfano alla Corte Costituzionale che, già qualche anno fa, annullò un procedimento analogo: il Lodo Schifani. La Corte ha fissato la discussione sulla costituzionalità del Lodo Alfano per il prossimo mese di ottobre.

Nel frattempo due dei 15 giudici del tribunale si riuniscono a metà maggio per una cena con il ministro Alfano e il presidente Berlusconi a casa di uno di questi magistrati.

Scoppia lo scandalo sull’inopportunità del fatto che chi viene giudicato si sieda a tavola con il suo giudice, ma quest’ultimo evoca, a ragione, la stessa giustificazione tirata fuori da Berlusconi circa i suoi festini: “in casa mia faccio ciò che voglio”. Quasi come se la dignità istituzionale fosse un uniforme da lavoro.

Il fatto è che all’opposizione non si vede nessuno in grado di rimontare la china. Il Partito Democratico è nato sotto un cattiva stella: l’unione dei cattolici e della sinistra è servito solo a portare chi è a capo di quest’ultima sull’altra sponda del Tevere (il Vaticano).

Qualsiasi problematica in ambito dei diritti civili e morali resta oscurata davanti all’impossibilità di mantenere una certa coerenza tra l’obbedienza clericale e la laicità sociale, cosa che finisce per ridurre in disorganizzazione e in silenzio un patrimonio di fermezza etica che era stato elevato a emblema e orgoglio.

Chi ha dilapidato in questo modo un simile patrimonio ha perso ogni credibilità agli occhi dei vecchi simpatizzanti e la sinistra si ritrova talmente priva di leadership da vedersi obbligata a ricorrere, e non senza divergenze, al ricambio generazionale. Neanche il giustizialismo popolare stile Di Pietro sembra essere un sostituto equilibrato di tali virtù.

Il presidente della Repubblica ha sollecitato una tregua per il G8. È difficile pensare ad un invito rivolto alla stampa. Non è nello stile di Napolitano. È più facile pensare che abbia voluto evitare un altro errore della magistratura come quello del 1994 quando, in pieno G7 contro la criminalità, arrivò al Cavaliere l’avviso di garanzia per corruzione inviato da “Mani pulite”.

Solo un cambiamento profondo potrà recuperare i punti cardinali della democrazia. Prima di tutto, l’informazione. All’insegna del motto “conoscere per poter discutere”. In caso contrario, il sogno delle coscienze ci porterà a cantare come Enzo Jannacci qualche anno fa: “Quelli che….con una dormita passa tutto, anche il cancro”.

P.S. : Rigoletto: il libertino duca di Mantova (Berlusconi) insidia la virtù di Gilda (l’Italia) figlia di Rigoletto (gli italiani) con la complicità dei cortigiani ai quali Rigoletto si rivolge con la famosa aria “Cortigiani, vil razza dannata…”. E alla fine, Gilda muore tra le braccia di Rigoletto dopo essersi sacrificata per permettere che il duca di Mantova, del quale si è innamorata, sopravviva all’attentato organizzato dallo stesso Rigoletto.
categoria: politica, riflessione
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